Prysmian per Alinghi Red Bull Racing: l’intervista a Silvio Arrivabene

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Siglata la nuova partnership tra Prysmian Group e Alinghi Red Bull Racing per la 37esima edizione della Coppa America.

Milano, Italia   -   23/10/2023 - 02:00 AM

Dopo un’assenza di oltre 10 anni, uno dei nomi più noti nella storia della Coppa America - Alinghi - torna ufficialmente a competere nel trofeo sportivo più antico al mondo, dopo aver siglato la partnership con Red Bull. Unendo le competenze tecniche, l’energia e la forza dei due partner, Alinghi Red Bull Racing, portacolori della Société Nautique de Genève, regaterà come sfidante ufficiale alla 37esima edizione dell’America’s Cup del 2024.

Siglando la partnership con Alinghi Red Bull Racing in qualità di co-sponsor ufficiale del team, Prysmian Group conferma il suo impegno verso lo sport della vela e la condivisione di valori come innovazione, ambizione e lavoro di squadra. Si tratta di un percorso iniziato già molti anni fa con la storica collaborazione con Giancarlo Pedote e che si radica sempre più nella storia aziendale.

Abbiamo avuto il piacere di parlare della nuova partnership con Silvio Arrivabene, CO-General Manager di Alinghi Red Bull Racing.

Ci può descrivere il suo ruolo all'interno del team Alinghi Red Bull Racing e il percorso che l'ha portata qui oggi?

All’interno del team Alinghi Red Bull Racing sono uno dei general manager e mi occupo principalmente della parte tecnico-sportiva. Questo si traduce in tutto ciò che ha a che fare sia con il disegno, la costruzione e il mantenimento della barca, sia con la parte prettamente di performance sportiva, cioè tutto quello che riguarda l'equipaggio e la prestazione sull'acqua, tanto umana quanto tecnica del mezzo.

Questa è la mia quinta edizione della Coppa America. Sono arrivato in questo mondo essendo un appassionato velista io stesso; i miei primi passi li ho mossi a partire da quando avevo 15 anni come membro dell’equipaggio di barche da regata di varie dimensioni, e in Coppa America sono arrivato durante l'università a Trieste, quando Mascalzone Latino partecipò nella Coppa America 2002-2003 (la trentunesima edizione). In quel caso ero a bordo della barca, facevo il navigatore. A partire dalla Coppa America successiva, avendo finito il percorso di studi in ingegneria navale a Trieste, ho iniziato a interessarmi agli aspetti tecnici, iniziando a partecipare anche alle attività dell'ufficio progettuale. Dalla Coppa America successiva - a Valencia nel 2007 - sempre con Mascalzone Latino ho iniziato ad avere un ruolo anche di coordinamento tecnico tra quello che succedeva in barca e quello che succedeva a terra.

Alinghi manca da oltre 10 anni all’America’s Cup. A lei è stato assegnato il compito di riportare il team in gara, per giunta nella più grande competizione del settore. Come ci si sente ad avere una così bella, e grande, responsabilità?

La mia terza Coppa l'ho fatta con Alinghi nel 2010 e fu per me l'esperienza lavorativa migliore. Per questo motivo, quando Ernesto Bertarelli - il presidente di Alinghi Red Bull Racing - ha deciso di rientrare in gara e mi ha chiamato è stata una grandissima emozione. È un onore e un privilegio poter essere qui con questo team.

La partnership con Red Bull ha rinnovato in modo importante quello che era il nome di Alinghi, quindi quella che mi è stata affidata è una missione nuova, fresca, giovane e per di più che prevede l'utilizzo di barche volanti, sicuramente innovative nel nostro campo. Ecco perchè per me rappresenta indubbiamente una grande responsabilità, che condivido però con tante persone molto preparate e di grande valore: insieme speriamo di portare a frutto l’esperienza e le conoscenze che abbiamo per raggiungere al meglio il risultato che ci prefiggiamo.

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Ci racconta qual è il processo che porta a partecipare a una competizione del genere? Come ci si prepara?

Tipicamente, quando finisce un’edizione si inizia subito a prepararsi per la successiva. Il primo dipartimento che inizia a lavorare è quello dei progettisti, i quali partono dallo studio e dallo sviluppo della barca che ha vinto l’ultima edizione: il percorso di design inizia proprio dal giorno successivo e dura tutta la campagna, quindi due anni e mezzo, circa. Nel mentre, vengono organizzate delle barche su cui il sailing team può allenarsi: in questa edizione hanno introdotto l’ac40, una barca a scala ridotta su cui fare allenamento in house per l'equipaggio, alternando così sessioni al simulatore e sessioni in acqua. Stiamo inoltre costruendo nel frattempo la barca nuova, che sarà varata intorno alla primavera dell'anno prossimo. Penso che tutti i team siano più o meno sulla stessa tabella di marcia in vista delle regate che inizieranno a metà agosto.

Nel quotidiano delle attività tutto il team vive nella stessa base e gli uffici sono tutti open space. Per questo c'è un grande trasferimento di informazioni tra i progettisti, i velisti e i tecnici e molta partecipazione da parte di tutti alle attività quotidiane, una grande sinergia per fare in modo di arrivare preparati nel miglior modo possibile alla competizione.

Come vede il ruolo della vela come sport che promuove la sostenibilità e la consapevolezza ambientale?

La barca si muove sicuramente col vento, però i quattro gommoni che la seguono con i motori a scoppio un po’ meno (ride - ndr). D'altra parte, però, a livello di sicurezza non se ne può fare a meno, almeno per ora. Tuttavia, in questa edizione della Coppa America, ogni team dovrà avere una barca appoggio con propulsione a idrogeno. Si tratta ancora di prototipi, però sarà una barca sul campo di regata che sostituirà una barca classica col motore a combustione, quindi da questo punto di vista senz'altro la Coppa America si sta aprendo alla sostenibilità.

Inoltre, alla base di Barcellona abbiamo pannelli solari sul tetto e un dissalatore con il quale dissaliamo l'acqua di mare e la utilizziamo nelle necessità di acqua corrente della base. In questo modo ci impegniamo a far fronte al problema di siccità che c’è nella zona della Catalunya. Abbiamo una serie di misure in atto relative anche al riciclo di alcuni materiali usati nella costruzione della barca da regata, quella che sarà pronta l'anno prossimo. Sicuramente, da questo punto di vista, cerchiamo di essere molto attenti. Come dicevo prima, quindi, il nostro sport di per sé è green, ma per ora non c’è alternativa per quanto riguarda le barche di supporto, ma anche su quel fronte ci si sta muovendo verso la giusta direzione. Chi lo sa poi che per le edizioni successive quella dei motori a idrogeno possa diventare una tecnologia consolidata e possa sostituire del tutto i motori a scoppio?

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È stata da poco siglata la partnership tra Prysmian Group e Alinghi Red Bull Racing. Secondo lei, cosa rende unica questa sinergia?

Sicuramente il fatto di avere delle imprese così innovative e che hanno delle visioni a lungo termine. Per me la parola chiave è proprio questa: innovazione. E l’innovazione mi è sempre sembrata uno dei pilastri sui cui si fonda Prysmian Group. Ed è una visione che anche noi, in Alinghi Red Bull Racing, condividiamo: avendo barche volanti che richiedono ingegneri, telemetria, simulazione, misurazione di centinaia di variabili, sensori e fibra ottica - tra le altre cose - la nostra è un'attività che di fatto è al living edge della tecnologia, guardando costantemente avanti e aprendosi ad altri mondi. Pertanto mi sembra che ci sia molta, molta affinità nella visione e nel modus operandi con Prysmian e, a mio avviso, è una sinergia vincente proprio perché c'è un orizzonte di crescita e di progresso comune a entrambi.

In termini di gender balance, ha visto un'evoluzione all'interno della Coppa America?

Questa per me è l'edizione in cui si riscontra più gender balance. Non è ancora 50-50, purtroppo, ma al momento nel team abbiamo circa 25 ragazze, e in buona parte anche in ruoli tecnici: nel design team, nel team di costruzione in Svizzera, nella parte legata alle operazioni in mare della vela, nelle attività di marketing, nell’amministrazione. Per la mia esperienza, questo è il team in cui siamo arrivati a una maggiore presenza di ragazze, cosa che io cnsidero di estremo valore aggiunto.