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La supply chain di Prysmian è sempre più sostenibile

La supply chain nord europea è pronta ad avviare il monitoraggio delle emissioni seguendo il modello italiano e nord americano, mentre il Gruppo si avvia a definire i prossimi obiettivi

 

Dopo il successo della fase di test effettuata in Italia lo scorso anno, Prysmian Group intende estendere il progetto pilota, sviluppato in partnership con GreenRouter per misurare i livelli di emissione di CO2,  includendo altre aree geografiche a partire dal nord Europa” ha sottolineato Ferdinando Quartuccio, Supply Chain Director di Prysmian Group.

“L’inquinamento dell’aria è una questione molto seria che oggi le aziende si trovano ad affrontare. In Italia, Prysmian è stato un precursore in termini di misurazione dell’impatto ambientale della filiera produttiva, nell’ottica di identificare le aree in cui fosse possibile ridurre le emissioni” ha spiegato Quartuccio. “Sul lungo periodo questo approccio genera vantaggi anche a livello economico, in quanto si riducono gli sprechi. I nostri clienti ragionano esattamente allo stesso modo”.

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Ferdinando Quartuccio

Supply Chain Director

Dieci anni fa i gruppi industriali percepivano la sostenibilità come un “optional”, mentre oggi è parte integrante del Business Plan. Le aziende misurano regolarmente le emissioni degli stabilimenti e il consumo di energia, prefiggendosi obiettivi volti alla riduzione dell’impatto ambientale. In linea con il report stilato nel 2017 dal gruppo internazionale di rendicontazione CDC, i principali colossi mondiali incrementano gli sforzi per cercare di portare al minimo le emissioni generate dalla supply chain. Prysmian distribuisce nel mondo 1,8 milioni di tonnellate di cavi per la trasmissione di energia. Oggi le utility, nell’assegnare un appalto, tendono sempre di più a inserire tra gli elementi da valutare la riduzione delle emissioni di gas serra. Secondo il CDP, le imprese globali considerano la supply chain un “elemento fondamentale” da tenere in considerazione per ridurre l’impatto delle emissioni di carbonio, anche alla luce dell’Accordo di Parigi che prevede l’azzeramento delle emissioni di gas a effetto serra entro la fine del secolo.

Ikea ha iniziato a monitorare le emissioni della propria supply chain nel 2014, mentre nel 2017 Kering ha dichiarato di voler ridurre del 50%, entro il 2025, le emissioni generate dalla sua attività aziendale, inclusa la catena di approvvigionamento. A febbraio 2019, Amazon ha annunciato di aver fissato l’obiettivo, entro il 2030, di  azzerare  le emissioni per il 50% delle spedizioni e a breve renderà noti i dettagli relativi alla sua  “carbon footprint”. Il primo passo di Prysmian per ridurre le emissioni di CO2 della supply chain è stata la misurazione delle emissioni derivanti dal trasporto dei prodotti finiti, inclusi nella categoria Scope 3. A tal fine il Gruppo ha deciso di rivolgersi  alla startup milanese GreenRouter. Nella seconda metà del 2017, GreenRouter e TecnoBi, il principale partner di Prysmian per i servizi logistici, hanno iniziato a mappare i flussi dei trasporti verso le destinazioni dei clienti in Italia, relativi a 4 stabilimenti (Giovinazzo, Merlino, Pignataro e Quattordio) e al magazzino di Boffalora. In dodici mesi sono stati monitorati 3.676 viaggi verso 579 destinazioni. Il progetto pilota è continuato nel corso del 2018, rivelando che le emissioni dei fornitori di Prysmian sono in diminuzione, grazie alle misure già adottate dalle stesse aziende che forniscono servizi logistici.

Sustainability report 2018

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GreenRouter ha sviluppato un software in grado di monitorare le consegne di ciascun veicolo aziendale, dallo stabilimento alla destinazione finale. Inoltre, il software permette alle aziende di avviare simulazioni per misurare l’impatto delle loro future azioni, come ad esempio la scelta di usare un mezzo meno inquinante, quale il treno, o una nuova flotta di veicoli aziendali. “Si stima che le emissioni in Scope 3, tra le quali rientrano le emissioni generate dai trasporti, possano arrivare a rappresentare fino all’80% delle emissioni di gas serra prodotte da un’azienda” ha dichiarato Andrea Fossa, fondatore di GreenRouter. “Si tratta quindi di una questione estremamente importante, nell’ambito della quale un’azienda come Prysmian può svolgere un ruolo significativo”.

Nel 2016 Prysmian ha pubblicato una Sustainability Scorecard definendo le linee guida per tutte le aziende del Gruppo e le relative attività, prevedendo una riduzione del 15% entro il 2020 delle emissioni di gas serra (Scope 1 e 2) generate dagli stabilimenti e dal consumo di energia. “A seguito del progetto pilota con GreenRouter, Prysmian potrebbe valutare di definire obiettivi di riduzione delle emissioni per la rete dei fornitori” ha spiegato Quartuccio. Il Gruppo ha già aderito alla SmartWay Transport Partnership in collaborazione con l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) che fornisce informazioni utili per misurare l’efficienza ambientale ed energetica delle supply chain adibite alla movimentazione di beni.

Chiederemo ai nostri principali fornitori di muoversi in questa direzione, anche con azioni di efficientamento” ha aggiunto.

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