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Prysmian Group sostiene “Charging Interface Initiative” per promuovere lo sviluppo di infrastrutture di ricarica standardizzate per veicoli elettrici

CharIn punta a rendere il Sistema di Ricarica Combinato (Combined Charging System – CCS) lo standard globale per ricaricare i veicoli elettrici.

 

Prysmian Group entra a far parte di “Charging Interface Initiative”, abbreviato “CharIn”, l’associazione che promuove l’armonizzazione delle infrastrutture di ricarica super-veloce che permettono ai proprietari dei veicoli elettrici (EV) di fare “rifornimento”, in maniera rapida e facile, nel corso di viaggi che coprono gradi distanze.

I consumatori vogliono avere la certezza di poter disporre di stazioni di ricarica facilmente reperibili e utilizzabili, alla stregua dei distributori di benzina. Il settore dell’Automotive e CharIn si sono quindi unite per promuovere il “Sistema di Ricarica Combinato” (CCS) europeo come standard globale per la ricarica dei veicoli elettrici. La ricarica ultra-veloce dello standard CCS permette di rifornire i veicoli EV per un'autonomia fino a 400 km in soli 15 minuti con una potenza che va da 150 kW a 350 kW.

Grazie al CCS, i proprietari di qualsiasi tipo di veicolo elettrico possono scegliere la ricarica che preferiscono tra normale o veloce, in corrente alternata o continua, e il tutto con un unico sistema.

Il CCS offre inoltre il vantaggio di essere compatibile e supportato da un ampio numero di grandi aziende attive in diversi settori. Tra i fondatori di CharIn si leggono nomi quali Audi, BMW, Volkswagen, Ford, General Motors, Daimler e Tesla, il leader nella vendita dei veicoli elettrici, nonché alcuni produttori di componenti come ABB, Bosch e Siemens.

In qualità di leader mondiale nel settore dei cavi, Prysmian Group è costantemente impegnato nel migliorare la sostenibilità della propria attività e lavora attivamente per sviluppare soluzioni che permettano il futuro consumo di energia verde. Entrando a far parte di CharIn, Prysmian Group intende dare il proprio contributo al futuro sviluppo del settore dei veicoli elettrici e delle relative stazioni di ricarica (EVSE).

Le vendite di veicoli elettrici sono in crescita e le aziende si stanno adoperando per introdurre nuovi modelli nelle loro linee di produzione. Secondo il sito Inside EVs, in Europa il dato ha raggiunto un nuovo record, con quasi 60.000 veicoli venduti a marzo 2019, trainato da Tesla, in crescita del 38% rispetto all’anno precedente e rappresentativo di una quota di mercato del 3,5%. L’Associazione dei Costruttori automobilistici europei (ACEA) ha reso noto che nel corso del primo trimestre 2019 la domanda europea di automobili ad alimentazione alternativa si è incrementata del 25,9%.

Secondo i dati riportati nel report stilato nel 2018 dal gruppo ambientalista Transport & Environment, le vendite vedranno una netta crescita, arrivando a rappresentare il 5-7% delle nuove auto entro il 2021 come risposta ai regolamenti sulle emissioni di CO2 delle autovetture, mentre si stima che entro il 2020 le autostrade europee disporranno di una rete di stazioni di ricarica sufficiente a sostenere i veicoli elettrici.

Lo studio pubblicato a febbraio 2018 da Cambridge Econometrics ha calcolato che l’investimento necessario per fornire alle strade e alle città europee un’infrastruttura pubblica per la ricarica dei veicoli dovrebbe ammontare a circa 9 miliardi di euro entro il 2030.

L’Europa è in prima linea nell’applicazione di stringenti standard ambientali per le auto e, forte di una crescente domanda da parte dei consumatori, spinge il settore a eliminare i motori a combustione interna in favore della mobilità sostenibile. Il sostegno di Prysmian Group a CharIn è un’ulteriore conferma di quanto sia importante la sostenibilità per il business del Gruppo.

Prysmian ha già raggiunto o superato alcuni dei suoi obiettivi di sostenibilità per il 2020. Ad esempio, ha incrementato la percentuale di bobine di cavi riciclate e riutilizzate.

Ha inoltre migliorato la propria performance in termini di famiglie di prodotti coperti dal calcolo delle emissioni di CO2 e ha incrementato la percentuale di prodotti riciclabili acquistati annualmente per supportare la circular economy.