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Piena integrazione dei rischi di sostenibilità nel modello di gestione dei rischi

Prysmian Group si avvale della metodologia di analisi dei rischi di sostenibilità per valutare il cambiamento climatico.

Secondo il Global Risks Report 2019 del World Economic Forum, i leader dell’imprenditoria affermano che tre dei cinque rischi peggiori che le loro aziende stanno affrontando oggi sono legati al cambiamento climatico. A ulteriore riprova del ruolo sempre più rilevante che le questioni climatiche rivestono all’interno delle aziende, il governo inglese ha reso noto che potrebbe obbligare le società quotate e i fondi pensionistici a rendicontare i rischi legati al clima a partire dal 2022.

La gestione dei rischi di sostenibilità non può che essere una priorità anche per Prysmian Group, che nel 2015 ha iniziato a identificarne alcuni specifici e integrarli nel proprio Enterprise Risk Model.

Alessandro De Felice, Chief Risk Officer di Prysmian Group, si occupa dei rischi strategici, finanziari, operativi, legali e organizzativi che possono impattare la performance aziendale, inclusi i relativi rischi di sostenibilità. Grazie alla stretta collaborazione con la funzione Health, Safety & Environment (HSE) del Gruppo, De Felice identifica e controlla i potenziali rischi di sostenibilità per definire le modalità con cui gestirli, riportando costantemente al Risk Control Committee istituito all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda.

Il modello di analisi dei rischi di sostenibilità di Prysmian definisce una metodologia chiara da utilizzare per valutare gli eventi specifici che generano rischi analizzando l’impatto, la probabilità di insorgenza e il livello di adeguatezza del sistema di controllo esistente. Basandosi sul modello di business adottato, l’azienda ha identificato una categoria di rischi alla quale il Gruppo è esposto e che include sia rischi esclusivamente collegati alla sostenibilità sia altri che possono avere un impatto su di essa. In relazione a queste tematiche il Chief Risk Officer (CRO) riporta al top management almeno due volte all’anno.

Rischi di cambiamento climatico

 

Alla luce delle previsioni che stimano che il cambiamento climatico avrà ripercussioni di ampia portata su ecosistemi, economie, salute e benessere dell’uomo, nel 2017 Prysmian ne ha valutato il potenziale impatto sulla propria attività nel medio-lungo termine. A seguito dell’acquisizione di General Cable, quest’anno il Gruppo si accinge a eseguire una nuova valutazione, utilizzando anche una metodologia nuova che ha sviluppato per verificare l’attuale esposizione al rischio esaminando i dati e i dettagli fisici di ciascun stabilimento.

Allo scopo di valutare il potenziale impatto sulle attività del Gruppo, il team Risk Management di Prysmian e il Group HSE hanno condotto un’analisi dei rischi di cambiamento climatico mettendo in relazione la posizione degli stabilimenti con l’incremento del livello del mare (stime entro il 2100), il cambiamento delle temperature (2016-2035) e il cambiamento delle precipitazioni in estate e inverno (2016-2035).

Dai risultati ottenuti il Gruppo presenta una bassa esposizione sia ai cambiamenti delle precipitazioni in estate e inverno sia agli incrementi delle temperature, eccezion fatta per gli stabilimenti nelle aree in cui l’incremento massimo di temperatura è atteso nell’ordine di +1,5 °C. L’analisi ha inoltre evidenziato che Prysmian è esposta ai rischi correlati all’incremento potenzialmente significativo del livello del mare (>0,5 metri), con una ricaduta su circa il 10% degli stabilimenti del Gruppo situati vicino ad aree marine. L’azienda ha già preso in considerazione le possibili azioni per gestire questo rischio teorico con misure che non generano un impatto economico significativo.

Il Gruppo ha inoltre analizzato il rischio della scarsità d’acqua. L’acqua per il raffreddamento dei prodotti semi-finiti viene rimessa in circolo, completamente o in parte, per evitare consumi eccessivi. Prysmian ha valutato l’impatto di un’indisponibilità idrica o “stress idrico” (definito come il rapporto tra la domanda idrica e la disponibilità della risorsa) nel 2030 e le variazioni nella fornitura e nella domanda di acqua previste per la stessa data. Il Gruppo ha analizzato la distribuzione geografica degli stabilimenti per identificare quali possono essere esposti al rischio idrico. I risultati dell’analisi mostrano che circa il 20% degli stabilimenti del Gruppo sono situati in aree estremamente esposte al rischio di stress idrico previsto per il 2030. Nel 2019 Prysmian analizzerà anche lo stress idrico degli stabilimenti di General Cable.

Prysmian ha inoltre adottato linee guida e politiche per la propria supply chain che i fornitori sono tenuti a osservare e sottoscrivere. Qualsiasi fornitore che intrattiene azioni non conformi ai principi di sostenibilità ambientale e sociale potrebbe essere temporaneamente o permanentemente escluso dalla lista dei fornitori del Gruppo.

Altri rischi di sostenibilità

 

Attraverso il Sistema di Gestione Ambientale il team HSE del Gruppo è in grado di monitorare costantemente qualsiasi cambiamento e/o sviluppo normativo nei regolamenti ambientali in materia di energia e HSE. È inoltre tenuto a riportare periodicamente agli organi di gestione del rischio del Gruppo al fine di esaminare qualsiasi azione che deve essere adottata per rispettare la conformità normativa.

In termini di rischi operativi, le attività produttive globali di Prysmian sono soggette a stringenti regolamenti ambientali. Tra i più rilevanti si annovera quelli in materia di inquinamento del suolo e sottosuolo e presenza/uso di materiali e sostanze ritenute pericolose per la salute dell’uomo. Prysmian adotta procedure che mantengono questi rischi entro livelli ragionevoli. Le tematiche ambientali sono gestite a livello centrale dall’HSE promuovendo una formazione che garantisca la piena conformità ai regolamenti, in linea con le best practice, oltre al controllo dell’esposizione al rischio attraverso l’applicazione di indicatori di rischio specifici.

Prysmian controlla attentamente il rischio di compliance nell’area della sostenibilità al fine di assicurare il rispetto di qualsiasi legge e regolamento ambientale e sociale. In questa categoria rientra l’efficienza energetica, per la quale Prysmian sta eseguendo un Piano degli Audit Energetici sugli stabilimenti del Gruppo da completarsi entro il 2020.