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Parlando di sostenibilità

Prysmian ha compiuto progressi significativi verso il raggiungimento di elevati standard di sostenibilità nelle strategie di business.

MARZO 2017

Nel 2016, si è classificata quarta nella categoria ‘Electrical Components & Equipment’ di RobecoSAM, l’agenzia di rating di sostenibilità svizzera. Questa informazione è stata inclusa nel prestigioso Dow Jones Sustainability Index, consentendo a Prysmian di migliorare il proprio ranking nella classifica complessiva.

Il Gruppo è inoltre stato incluso nell’élite delle società quotate nell'edizione italiana del CDP Climate Change Report. Dopo aver rendicontato pubblicamente le proprie informazioni ambientali, l’azienda ha ottenuto la classificazione B nel segmento “Industrials” (su una scala di 8 valori da A a D). Prysmian inoltre ha ottenuto riconoscimenti per i suoi KPI ambientali, sociali e di governance (ESG) dallo STOXX® Global ESG Leaders Index, e per le sue performance in termini di “green energy revenues” dal Carbon Clean 200. Di fatto, Prysmian è stata l'unica azienda italiana a entrare nella classifica.

 

In precedenza, nel 2015, il Gruppo è stato incluso nel FTSE4Good Global Index, che ha riconosciuto il suo approccio in termini di gestione etica, trasparente e sostenibile delle proprie attività. In termini di riconoscimenti nell’ambito della sostenibilità, negli ultimi anni Prysmian ha ottenuto un’impressionante sequenza di successi.

Ne parliamo ora con Lorenzo Caruso, Corporate & Business Communication Director, che ci racconta il percorso intrapreso dal Gruppo e ci offre il suo punto di vista sui più recenti sviluppi nell’ambito della rendicontazione non finanziaria.

Come cambierà la CSR e il ruolo del sustainability manager in seguito all’entrata in vigore della direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, previsto per l'anno prossimo?

 

Credo che sia importante iniziare con una premessa. La sostenibilità è molto più di una semplice divulgazione di informazioni. È molto di più di una rendicontazione di ciò che è stato fatto o dovrebbe essere fatto. Non dovrebbe essere dettata da obblighi di legge, ma dovrebbe portarci a migliorare il nostro modo di fare le cose, con benefici per tutta la comunità.

La nuova direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario aiuterà le aziende meno strutturate implementare un sistema di rendicontazione e le imprese organizzate a migliorare costantemente attraverso la definizione dei processi di approvazione e l’assegnazione della responsabilità all'interno delle loro organizzazioni.

Questo obbligo legale può essere visto come una guida per il futuro e contribuirà a fornire agli investitori una gamma più ampia di informazioni chiave sull'azienda.

In che modo il contributo degli investitori cambierà la CSR e il ruolo del sustainability manager?

Per ogni società quotata, gli investitori sono gli stakeholder principali. Hanno pertanto molta voce in capitolo. Recentemente, abbiamo assistito a un crescente interesse nei confronti della sostenibilità sia da parte degli investitori socialmente responsabili e sia da parte degli investitori tradizionali.

Quando coloro che si sono impegnati a creare valore finanziario mostrano interesse per le questioni di rendicontazione non finanziaria, significa che una società sostenibile ha una maggiore opportunità di creare valore nel tempo rispetto ad altri.

La prova di ciò è reperibile nel Dow Jones Sustainability Index, che sta diventando sempre più un punto di riferimento di performance finanziaria e non, e anche nella tendenza a includere le analisi non finanziarie in diversi importanti indici finanziari come Bloomberg o Thomson Reuters.

In che modo il contributo dei clienti cambierà la CSR e il ruolo del sustainability manager?

È una questione di prospettiva e di punti di vista. Chiaramente, come per gli investitori, la visione di un cliente è assolutamente fondamentale, e non solo perché la sostenibilità rappresenta un'opportunità di business. In realtà la responsabilità sociale permea l'intera azienda, e sempre più l'intera supply chain. Non è una questione che riguarda solamente clienti.

Per noi la sostenibilità è importante a titolo personale. La ricerca della sostenibilità, dalla più piccola azione personale al più complesso processo industriale, è l'unica strada percorribile per noi.

Che importanza strategica ha il punto di vista aziendale sulle variabili di natura non finanziaria (ambientali, sociali e di governance)?

Il gruppo Prysmian ha iniziato a discutere su questi temi circa dieci anni fa. Oggi, la sostenibilità è legata a tutte le nostre attività operative e di business, dalla governance all’innovazione, e dalle operations alla finanza. Il nostro Piano di Sostenibilità si ispira direttamente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al 2030 delle Nazioni Unite e si pone degli obiettivi quali-quantitativi di medio-lungo periodo che pongono le basi per una strategia che anno dopo anno punta a ottenere risultati sempre più impegnativi e condivisi.

Qual è il livello di integrazione che l'azienda ha raggiunto nella rendicontazione delle variabili non finanziarie (capitale umano, intellettuale, sociale e territoriale)?

Oggi la sostenibilità è un elemento completamente integrato con tutte le funzioni aziendali, che coinvolge diversi aspetti del business, tra cui le variabili non finanziarie relative ai diversi tipi di capitale sociale.

Siamo già in grado di vedere i benefici di questo approccio per i dipendenti, la comunità e lo sviluppo della società. Questo livello di interconnessione ci permette di valutare meglio i nostri rischi e le opportunità relativi alle performance non finanziaria e di concentrarci sempre più su una vera e propria strategia di sostenibilità.

/ Premi e Riconoscimenti

Prysmian è stata inclusa nella classifica delle ‘Componenti e apparecchiature elettriche’
Il gruppo figura nell’edizione italiana del CDP Climate Change Report
Prysmian ha inoltre ottenuto riconoscimenti dallo STOXX® Global ESG Leaders Index