2019_09_12_Story_Innovation_Header.jpg

Il Digital Innovation Lab: un nuovo modo di immaginare i cavi smart per il 2030

Prysmian Group punta sull’innovazione digitale per rendere il settore dei sistemi hardware di base più efficiente e remunerativo.

A metà maggio, i dipendenti dell’ufficio acquisti dell’HQ di Prysmian Group a Milano hanno accolto nuovi colleghi incaricati di acquistare materiali metallici per il Gruppo. Ciascun nuovo collega dispone di una postazione PC ma le sedie alla scrivania sono vuote. Questo perché il “collega” altro non è che un software per il processo di automazione robotica sviluppato come parte integrante del nuovo programma di innovazione strategica portato avanti dal Digital Innovation Lab del Gruppo, guidato da Carlotta Dainese.

Grazie all’adozione di questo software, i lavoratori hanno a disposizione più tempo da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto. Far sì che la tecnologia digitale riesca a generare valore per Prysmian Group e i suoi clienti rientra nella mission del Digital Innovation Lab.

Intendiamo ridefinire il business dei cavi aggiungendo altri livelli che possono essere sia digitali, sia software o basati sui dati” ha spiegato. “Questo non solo per rendere i nostri cavi più intelligenti, ma anche per aggiungere un servizio o un vero e proprio prodotto digitale”.

Carlotta Dainese è entrata in Prysmian Group a gennaio 2019 dopo l’esperienza nel gruppo Veolia, dove aveva lanciato l’incubatore interno di start-up. Lavora trasversalmente a tutte le divisioni del Gruppo e collabora con Corporate Hangar, un acceleratore esterno, in parte controllato da Prysmian, che supporta l’innovazione del Gruppo. I progetti pilota sviluppati dal Digital Innovation Lab sono aperti a possibili partnership esterne.

Nel 2017 la funzione Information Technology di Prysmian Group ha creato un Innovation Lab per portare avanti progetti pilota allo scopo di studiare come le tecnologie digitali potessero contribuire al core business aziendale.

Oggi questo Lab non si occupa solamente dell’area IT ma rappresenta una funzione indipendente che collabora con le altre divisioni, tra cui Vendite, Risorse Umane, Strategia e R&S, e si occupa di progetti a medio termine che possano generare ricavi e siano scalabili all’interno dell’azienda. Dainese risponde a Stefano Brandinali, che al ruolo di Chief Information Officer ha affiancato quello di Chief Digital Officer.

Prysmian ha una “ambizione digitale”: permettere la transizione da azienda leader nella produzione dei cavi a fornitore di soluzioni per le infrastrutture del settore dell’energia e delle telecomunicazioni.

La value proposition del nuovo Innovation Lab poggia su 3 pilastri: 

Fare di più con meno

Ovvero ottimizzare la performance del business attraverso le soluzioni digitali; mettere l’efficienza al centro e portarla al livello successivo con strumenti digitali impattanti.

Sviluppare prodotti digitali che apportino valore aggiunto

Ossia sostenere la crescita integrando i servizi digitali nei prodotti. Nel settore dei cavi la nuova frontiera dell’innovazione di prodotto riguarderà la fusione tra fisico, il cavo, e digitale, il software o dati: un cambiamento che Prysmian intende portare avanti.

Diffondere i processi digitali come “plankton” all’interno dell’organizzazione

Supportare l’intelligenza collettiva attraverso l’accesso diffuso agli strumenti digitali. Proprio come il plankton fluttua nell’oceano, così Prysmian intende diffondere la digitalizzazione all’interno dell’organizzazione attraverso una presenza naturale e costante che permetta alle persone di generare valore.

Intendiamo diffondere la cultura digitale all’interno di Prysmian, optando per un profilo basso ma incisivo” ha sottolineato Stefano Brandinali. “Come il plankton. Tutti lo mangiamo, ma non sappiamo che esiste”. L’obiettivo generale è far sì che Prysmian Group mantenga la sua posizione di leadership in un mondo in continua evoluzione, dove nel 2030 la tecnologia digitale sarà presente in qualsiasi settore, incluso un settore hardware come quello di Prysmian” ha commentato Brandinali. 
Per “fare di più con meno” il Digital Innovation Lab prende in considerazione strumenti quali l’automazione dei processi robotici, l’intelligenza digitale e la realtà aumentata

“Stiamo studiando come utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare la qualità dei prodotti e ridurre i difetti durante il processo produttivo, stiamo anche cercando di sviluppare applicazioni basate sulla realtà aumentata per la manutenzione da remoto. Questo aspetto è importante per le fabbriche non solo in termini di sicurezza, ma anche a livello formativo, oltre che per ridurre le tempistiche delle attività di manutenzione” ha spiegato Dainese.
 

Il sistema di manutenzione da remoto è in fase di test presso lo stabilimento per i cavi sottomarini di Arco Felice, vicino Napoli.

Le altre due aree su cui sta lavorando il team di Dainese sono il Machine Learning e i Big Data, oltre all’Additive Manufacturing in collaborazione con la Divisione R&S di Prysmian. 

In qualità di azienda manifatturiera, ogni anno Prysmian raccoglie un elevato quantitativo di dati dagli stabilimenti di tutto il mondo per fare leva su questo “digital asset” al fine di generare valore per gli stakeholder.

Il Gruppo lavora all’interno di un ecosistema che comprende start-up, università e incubatori allo scopo di fare networking e creare relazioni che possano far fruttare a pieno il potenziale degli investimenti nell’ambito della digital innovation. Grazie a una nuova Divisione Digital Innovation dedicata alla realizzazione di questo progetto, il Gruppo intende proporsi come “enabler” di un’innovazione digitale, pensata per i clienti e le persone Prysmian.