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Un fondamentale passo avanti per l’eolico offshore

In un contesto di rapida crescita per il settore, Prysmian Group punta ad acquisire una quota di mercato del 30-40%. Il passaggio alla tecnologia di sistemi in cavo a 66 kV è fondamentale per ridurre i costi dell’energia eolica offshore.

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LUGLIO 2017

Il 2017 si sta rivelando un anno storico per il settore dell’eolico offshore: tre dei quattro progetti che hanno vinto le gare d’appalto indette lo scorso aprile in Germania verranno realizzati entro il 2025 senza sovvenzioni e genereranno una potenza complessiva di 1,38 GW.

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Negli ultimi anni ci sono stati enormi sviluppi nel settore molti dei quali finalizzati a ridurre i costi dei parchi eolici, dalla posa e l’installazione dei cavi fino alla trasmissione dell’energia

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Un traguardo cruciale che può essere considerato rivoluzionario per quanto riguarda i costi di produzione e che aumenterà la competitività di un settore come quello dell’eolico offshore. Settore che, anche grazie agli straordinari progressi raggiunti a livello tecnologico, ha progressivamente convinto investitori e governi internazionali a considerarlo una concreta soluzione per la transizione verso un sistema energetico sostenibile.

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L'evoluzione delle dimensioni delle pale eoliche negli ultimi dieci anni è una dimostrazione sufficiente della straordinaria crescita del settore: le nuove turbine da 8 MW, con un diametro di oltre 160 metri utilizzate oggi hanno una dimensione più di due volte maggiore rispetto a quelle utilizzate nei parchi eolici nel 2007. Grazie a pale eoliche con una maggiore potenza installata è possibile generare una quantità superiore di energia con un minore numero di turbine, riducendo di conseguenza i costi di costruzione e manutenzione dei parchi. Dal momento che le turbine rappresentano la voce di spesa più consistente nei progetti eolici offshore, è facilmente comprensibile il motivo per cui il mercato si sta spingendo verso turbine con capacità produttiva ancora maggiore, fino a raggiungere 12-15 MW.

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Un ulteriore progresso ai fini della riduzione dei costi dell'eolico offshore potrebbe arrivare, secondo le previsioni dei principali rappresentanti dell’industria dei cavi, dall'imminente passaggio ai sistemi in cavo ad alta tensione (HV) per i cavi inter-array (che connettono le turbine del parco) e per i sistemi di collegamento dal parco eolico alla terraferma.

Raul Gil, Chief Operating Officer Submarine Cable Business di Prysmian Group, sottolinea come questa nuova tendenza sia stata principalmente garantita dallo sviluppo tecnologico: “Anche se oggi il mercato delle infrastrutture dei cavi sottomarini è ancora legato alla tecnologia a 33 kV, è chiaro che il settore si sta orientando verso i 66 kV”. I sistemi a 66 kV consentono di trasportare su un singolo cavo array una quantità due volte superiore di energia rispetto ai sistemi a 33 kV, permettendo di utilizzare turbine più grandi e di ridurre la lunghezza dei cavi richiesti, riducendo quindi i costi di produzione e installazione. Questa tecnologia è più efficiente ed economicamente più accessibile, e permette di abbattere anche i costi per le utilities e i loro utenti. “Prysmian crede molto nelle prospettive dell’alta tensione nell’eolico offshore e ha sviluppato un collegamento HV –  un sistema in cavo tripolare a 66 kV “wet-design” – in grado di ridurre del 15% il costo delle reti inter-array”, ha aggiunto Raul Gil.

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Prysmian vanta una leadership e un'esperienza di lunga data nella fornitura di soluzioni per questo settore, ed è partner strategico dei maggiori gestori di reti di trasmissione (TSO) coinvolti nello sviluppo dei parchi eolici offshore. Il Gruppo vanta un track record di prim’ordine nei collegamenti sottomarini per parchi eolici offshore: il progetto Borwin2 (Mare del Nord) è stato infatti il primo collegamento da 800 MW per parchi eolici offshore e il più grande sistema VSC; Sylwin1, con 864 MW, è il sistema a più elevata potenza per la tecnologia VSC e opera al più alto livello di tensione, ovvero a ± 320 kV in corrente continua; IFA2, che collega collega Tourbe (Francia) a Chilling nello Hampshire (Regno Unito) con un’interconnessione a ±320 kV in corrente continua.

L'ultimo progetto che Prysmian si è aggiudicato è una commessa di oltre 300 milioni di euro da parte del gestore della rete di trasmissione francese Réseau de Transport d’Électricité per i collegamenti di tre parchi eolici (Fécamp, Calvados e Saint-Nazaire ) alla rete elettrica francese a 220 kV. “Tra i progetti sviluppati sino ad oggi, questo è tra i più impegnativi e stimolanti in quanto deve essere realizzato nell'oceano Atlantico, che presenta condizioni dei fondali estremamente complesse. Ma sono proprio progetti come questi a renderci più forti e competitivi”, ha aggiunto Gil.

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“Oggi deteniamo una quota del 15% nel mercato dei cavi e sistemi per l’eolico offshore e puntiamo a portarla al 30-40% nel prossimo futuro, facendo leva sullo sviluppo delle tecnologie di produzione e installazione dei cavi"

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Massimo Battaini

Senior Vice President Energy Projects

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Per prepararsi alla rivoluzione dell'energia eolica offshore, nel periodo 2012-2016, il Gruppo ha investito 200 milioni di euro per dotarsi di una flotta di prim’ordine costituita dalle navi Cable Enterprise, Giulio Verne e Ulisse, in grado di posare cavi a tutte le profondità. Altri 40 milioni di euro sono stati invece stanziati per potenziare gli impianti produttivi di Pikkala (Finlandia), Drammen, (Norvegia) e Arco Felice (Italia) in modo da gestire la produzione di cavi fino a 600 kV.

Il Gruppo è fortemente impegnato a crescere ulteriormente e consolidare la propria leadership anche in questo settore. Le prospettive di crescita a lungo termine nel settore hanno portato Prysmian Group a rafforzare ulteriormente il proprio impegno con un investimento costante nel periodo 2016-2017 di oltre 60 milioni di euro negli impianti produttivi e nella capacità di installazione. Prysmian ha inoltre deciso di potenziare l’impianto britannico di Wrexham (UK) per produrre anime di cavi sottomarini sia a 33 kV sia a 66 kV e di sviluppare il proprio polo logistico offshore di Middlesbrough, nel nordest dell'Inghilterra.

 

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