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Creare una supply chain sostenibile

Con una presenza globale in oltre 50 paesi e un portafoglio prodotti diversificato, il Gruppo ha adottato un modello di business basato su una supply chain complessa che richiede un dialogo continuo con numerosi fornitori di dimensioni e background culturali differenti. Al fine di sostenere la propria strategia di sostenibilità Prysmian si adopera per migliorare la supply chain adottando misure che implicano una specifica etica aziendale, il rispetto delle persone lungo l’intera catena di approvvigionamento e la riduzione dell’impatto ambientale dell’azienda. Dai feedback degli stakeholder emerge la loro convinzione circa il significativo impatto che una supply chain sostenibile genera sull’attività e sul valore di Prysmian.
 

Il costante impegno di Prysmian nel miglioramento della supply chain ha un impatto positivo su tutti gli aspetti più significativi della sua strategia di sostenibilità. Tale strategia implica una specifica etica aziendale e il rispetto delle persone lungo l’intera supply chain e ha il potenziale per ridurre l’impatto ambientale di Prysmian, incrementando al contempo l’efficienza delle sue attività.  

 

La "Supply Chain" dell'azienda

La

Nel 2018 Prysmian ha acquistato da quasi 4.800 fornitori metalli, plastiche e altri materiali destinati alla produzione di cavi e accessori per l’energia e le telecomunicazioni, e speciali tipi di vetro e rivestimenti per fibre ottiche. I fornitori di materiali/servizi ricorrenti e strategici sono tenuti a sottoscrivere il Codice etico. Prysmian seleziona i propri fornitori tramite un processo formale basato su un’analisi economica e finanziaria, esaminando informazioni e dati relativi, ad esempio, al rischio di dipendenza dal fornitore o alle capacità e competenze tecniche e tecnologiche dei fornitori stessi. Prysmian cerca, ogniqualvolta possibile, di collaborare con provider locali e oltre 3.000 dei suoi fornitori sono situati in Europa. Il Gruppo impiega più del 2-3% della produzione mondiale di rame e circa il 7% del rame utilizzato nel settore elettrico ed elettronico, rappresentando quindi uno dei principali attori economici del settore. Le strategie di approvvigionamento di rame e alluminio portano Prysmian ad operare con le più importanti e grandi società di questi settori. Circa il 10% delle materie prime acquistate da Prysmian è di origine rinnovabile. Prysmian ricorre a produttori il più possibile integrati in grado di garantire la fornitura nel lungo periodo grazie all’accesso diretto alla materia prima, costituendo in questo modo vere e proprie partnership industriali.

La Strategia di Prysmian relativa a una Supply Chain Sostenibile

Per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità, Prysmian deve disporre di una supply chain sostenibile. L’azienda si è prefissata l’obiettivo di ridurre del 15% le proprie emissioni di gas serra e di riciclare il 40% dei rifiuti entro il 2020, in un impegno nel quale rientrano anche i fornitori.

Per rendere la propria supply chain sostenibile, Prysmian segue diversi principi.  Il primo è la valutazione: il processo di qualifica dei fornitori inizia con l’invio al fornitore di un questionario relativo a numerosi temi, inclusi i criteri ESG. Un altro importante principio è quello della Risk Analysis che Prysmian applica ai propri fornitori più critici al fine di valutarli in termini di criteri di sostenibilità. Il Gruppo si impegna a utilizzare soltanto le materie prime che superano i test di qualità, relativi anche ad aspetti ambientali e sociali.

Anche il performance management contribuisce a rafforzare l’impegno a favore della sostenibilità, motivo per cui Prysmian effettua controlli sulle prestazioni dei fornitori. Nel 2017 il Gruppo ha avviato un’attività di mappatura dei Vendor chiedendo al 100% dei fornitori ricorrenti di metalli di base di effettuare una dettagliata autovalutazione sui principali fattori che impattano la sostenibilità, ovvero l’integrità, i diritti dei lavoratori e l’ambiente. Le risposte sono state analizzate da terzi e i risultati della valutazione discussi da Prysmian con i fornitori.

Inoltre entro il 2020 Prysmian punta ad aver svolto 20 audit sui fornitori di materie prime per analizzare i rischi insiti nella supply chain.

Prysmian persegue la propria strategia relativa a una supply chain sostenibile attraverso tre macro-attività.

  1. I fornitori di materiali/servizi ricorrenti e strategici sono tenuti a sottoscrivere il Codice etico (link alla pagina da dove è possibile effettuare il download di tutti i codici). Abbiamo definito un documento denominato “Conflict Minerals Policy” con l’obiettivo di garantire una supply chain “Conflict Minerals free”, ovvero priva di minerali provenienti da zone di conflitto. La nostra “Human Rights Policy” è stata ampliata con l’aggiunta di uno specifico capitolo dedicato al monitoraggio e all’identificazione di potenziali violazioni all'interno della supply chain, prevedendo misure correttive e, se necessario, l’esclusione da tutti i rapporti commerciali e di business dei fornitori che non ottemperano prontamente agli standard richiesti.
  2. L’attuale supply chain delle materie prime viene valutata sulla base di una Desk Analysis, una Risk Analysis e un’autovalutazione.
  3. I progressi sono monitorati in un’ottica di raggiungimento degli obiettivi inseriti nella Sustainability Scorecard (link alla pagina “Strategia e Obiettivi”).

Spotlight sul Progetto

ALLINEARE L' ETICA

L'estrazione dei minerali in zone di conflitto può comportare scontri prolungati. Per questo gli Stati Uniti e l'UE hanno adottato norme che richiedono alle aziende di monitorare le proprie supply chain per evitare l’utilizzo di tali materie prime. Prysmian mira a garantire un prodotto "Conflict Minerals free". Pertanto identifica i materiali e i semilavorati che contengono 3TG (stagno, tungsteno, tantalio e oro).

 

VALUTARE

Prysmian Group ha messo a punto una Risk Analysis per valutare i fornitori di materie prime. Nel 2018 Prysmian ha esaminato 86 fornitori che rappresentano il 55% della spesa per valutarne l’impatto attuale o potenziale rispetto ai criteri ambientali, ai diritti umani e alle condizioni lavorative. Prysmian mira a far sì che entro il 2020 il 60% della propria spesa complessiva sia oggetto di una valutazione delle pratiche di sostenibilità.

 

GESTIRE E MIGLIORARE

Come primo passo verso una possibile definizione degli obiettivi per i fornitori, Prysmian collabora con la startup milanese Green Router alla misurazione delle emissioni nella propria supply chain in Italia e nel Nord Europa. Il Gruppo ha inoltre aderito alla SmartWay Transport Partnership in collaborazione con l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA).

Obiettivi e Risultati

Nel 2018 Prysmian ha acquistato 1.180 tonnellate di materiali non rinnovabili, il 57% dei quali erano metalli, il 22% mescole e il 19% ingredienti.

Con “locali” il Gruppo intende tutti quei fornitori i cui siti operativi sono fisicamente vicini a quelli di Prysmian. In EMEA Prysmian ha acquistato il 69% delle proprie forniture a livello locale, in APAC il 62%, in Nord America il 71% e in LATAM il 65%.

Sostenendo il proprio impegno a gestire i rischi inerenti la sostenibilità relativi ai propri fornitori di primo livello, nel 2019 Prysmian prevede di proseguire il programma di audit dei fornitori con la medesima intensità degli anni scorsi. In seguito all’integrazione con General Cable, Prysmian è attualmente impegnata nell’aggiornamento della propria Sustainability Scorecard e nella definizione di nuovi obiettivi per il 2022.