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Supply Chain

Supply chain

Il Gruppo rafforza continuamente i rapporti con i fornitori strategici delle principali materie prime utilizzate per produrre i cavi, cercando di costruire assieme a loro un processo organizzativo improntato alla sostenibilità lungo tutta la filiera produttiva. Nel 2021 abbiamo definito una serie di strategie ambientali e sociali per la supply chain che prendono in considerazione i fattori ESG. Analizziamo attentamente i rischi relativi ai fornitori e alle materie prime e applichiamo politiche e standard etici a tematiche quali Diritti Umani e “Conflict Minerals”, adottando inoltre un Codice di Condotta Commerciale responsabile.

Nel 2021 Prysmian Group è riuscito a sviluppare e implementare ulteriormente le strategie ambientali e sociali nell’area della supply chain. Ci avvaliamo di fornitori qualificati che applicano strategie di sostenibilità alle loro attività produttive e riduciamo costantemente le emissioni generate dai prodotti utilizzati dal Gruppo. A ulteriore supporto dei nostri obiettivi abbiamo inserito KPI ESG nella valutazione della nostra supply chain e abbiamo attivato un nuovo portale dedicato ai fornitori per un migliore monitoraggio dei principi ESG.

La nostra supply chain sostenibile

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6.000

fornitori di base metal e materie prime

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3.600

dei fornitori di base metal e materie prime sono in Europa

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2-3%

della produzione mondiale di rame è assorbita dal Gruppo

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7%

del rame utilizzato nel settore elettrico ed elettronico

Nel 2021 Prysmian ha acquistato da 5.993 fornitori metalli, plastiche e altri materiali destinati alla produzione di cavi e accessori per l’energia e le telecomunicazioni, e speciali tipi di vetro e rivestimenti per fibre ottiche. I fornitori di materiali/servizi ricorrenti e strategici sono tenuti a sottoscrivere il Codice Etico. Prysmian seleziona i propri fornitori tramite un processo formale basato su un’analisi economica e finanziaria, esaminando informazioni e dati relativi, ad esempio, al rischio di dipendenza dal fornitore o alle capacità e competenze tecniche e tecnologiche dei fornitori stessi. Sul totale dei nostri fornitori 3.635 o il 60,65% ha sede in Europa, dove acquistiamo il 60,1% delle merci a livello locale.

Il Gruppo impiega più del 2-3% della produzione mondiale di rame e circa il 7% del rame utilizzato nel settore elettrico ed elettronico, rappresentando quindi uno dei principali player economici del settore. Le strategie a lungo termine per l’approvvigionamento di rame e alluminio portano Prysmian a collaborare con i principali player dei rispettivi settori ponendo particolare attenzione alla sostenibilità e creando quindi un ciclo end-to-end altamente sostenibile. Considerando l’elevato consumo elettrico del processo produttivo dell’alluminio, Prysmian ha inserito l’impronta di carbonio dell’alluminio tra i criteri usati per selezionare i fornitori, allocando una parte consistente del Business Portfolio a produttori di alluminio “low carbon”.

La nostra strategia per una supply chain sostenibile

Per raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità, Prysmian deve disporre di una supply chain sostenibile. L’azienda si è prefissata l’obiettivo di ridurre del 16-21% le proprie emissioni di gas serra e di riciclare il 65% dei rifiuti entro il 2022, un impegno che coinvolge anche i fornitori.

Prysmian persegue la propria strategia relativa a una supply chain sostenibile attraverso tre macro-attività. Innanzitutto i nuovi fornitori sono tenuti a sottoscrivere il Codice Etico, il Codice di Condotta Commerciale, la “Conflict Minerals Policy” e la “Human Rights Policy” del Gruppo. I nuovi fornitori sono valutati attentamente attraverso un questionario suddiviso in sette parti. I materiali sono approvati tecnicamente dai laboratori R&S e spesso vengono sottoposti a audit di prodotto o processo.

In secondo luogo conduciamo una Sustainability Desk Analysis, una Risk Analysis e audit di prodotto/processo e di sostenibilità per valutare il livello di sostenibilità della supply chain. Questi sono strumenti che Prysmian Group adotta dal 2014 e che sono volti a monitorare periodicamente la base fornitori. Dai 62 fornitori valutati dal Gruppo nel 2014, rappresentativi del 50% della spesa totale, si è passati nel 2022 a 500 fornitori, per una copertura del 72% della spesa totale.

Infine gestiamo la performance della supply chain in termini di azioni attuate nell’ottica di raggiungere gli obiettivi inseriti nella Sustainability Scorecard per il 2022. 

Project Spotlight

Carbon disclosure project

Prysmian Group collabora da molti anni con il Carbon Disclosure Project (CDP) per affrontare il rischio climatico e individuare nuove opportunità a basso impatto ambientale. Il CDP affianca Prysmian nella raccolta e nell’analisi dei dati sulle emissioni di Scope 1 e Scope 2 dei fornitori, a cui fanno seguito l’invio di un feedback a questi ultimi e la definizione di nuovi target per la progressiva riduzione degli effetti ambientali negativi. Nel 2021 il Gruppo ha aumentato significativamente la portata del CDP fino a superare il 50% della spesa totale, con una migliore percentuale di risposta. L’obiettivo principale per il 2022 è quello di migliorare ulteriormente la percentuale di risposta e la qualità delle informazioni raccolte dai fornitori.

Project Spotlight

CARBON TRUST

Nel 2020 il Gruppo ha avviato una collaborazione con il Carbon Trust, che ha sostenuto il Gruppo nella definizione di un obiettivo su base scientifica per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Nel 2021 l’obiettivo è stato approvato dalla Science Based Targets Initiative (SBTi). Il Gruppo si è quindi impegnato a ridurre del 46% il valore assoluto delle emissioni di gas serra di Scope 1 e 2 entro il 2030, rispetto al dato di riferimento del 2019. Si è inoltre impegnato a ridurre del 21% nello stesso periodo il valore assoluto delle emissioni di gas serra di Scope 3 derivanti da beni e servizi acquistati e dall’uso dei prodotti venduti. Il Gruppo ha infine fissato l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2035.

Project Spotlight

Un approccio responsabile all’estrazione di Mica

Al fine di produrre determinati cavi di sicurezza e renderli resistenti al fuoco Prysmian si rivolge a produttori e distributori per acquistare quantità limitate di alcune tipologie di nastri a base di vetro contenenti ridotte percentuali di mica. L’estrazione di questo minerale viene effettuata in aree geografiche in cui diversi fattori contribuiscono a creare condizioni di lavoro insostenibili e a ricorrere al lavoro minorile. Prysmian affronta questo tema dal 2016 chiedendo a tutti i fornitori di presentare un'opportuna informativa relativa alle fonti di mica e di certificare l’assenza di forza lavoro minorile. Nel 2021 Prysmian Group è stata la prima azienda nel settore dei cavi ad aderire alla Responsible Mica Initiative (RMI), un’organizzazione no profit che si propone di eliminare il lavoro minorile e migliorare le pessime condizioni di lavoro nelle catene di fornitura della mica. Attraverso la partecipazione alla RMI, Prysmian Group porta avanti il proprio impegno in ambito di responsabilità sociale, promuovendo un comportamento etico e realizzando azioni concrete in questo senso. L’adesione alla RMI consentirà a Prysmian di esercitare un controllo ancora più efficace sulla propria supply chain.

Spotlight sui progetti

Allineare l’etica

L’estrazione dei minerali in zone di conflitto può comportare scontri prolungati. Per questo gli Stati Uniti e l’UE hanno adottato norme che richiedono alle aziende di monitorare le proprie supply chain per evitare l’utilizzo di tali materie prime. Prysmian porta avanti una politica “Conflict Minerals free” relativamente a stagno, tungsteno, tantalio e oro. Nel 2020, per quanto riguarda i quattro minerali inseriti nella “Conflict Materials Policy”, il Gruppo ha acquistato solamente quantità limitate di stagno.

Spotlight sui progetti

Valutare

Prysmian Group ha messo a punto una Risk Analysis per valutare i fornitori di materie prime. Nel 2021 Prysmian ha esaminato 501 fornitori che rappresentano il 68% della spesa per valutarne l’impatto attuale o potenziale rispetto ai criteri ambientali, ai diritti umani e alle condizioni lavorative. Gli audit di sostenibilità (materiali diretti) sono stati introdotti nel 2017 e da allora sono stati effettuati 22 controlli.

Spotlight sui progetti

Gestire e migliorare

Il Gruppo ha pubblicato per la prima volta la Sustainability Scorecard nel 2017, rivedendone gli obiettivi nel 2020 nell'ambito di un nuovo piano triennale. Nel corso annuale “Purchasing Fundamentals” è stata aggiunta una sezione ampia e approfondita sul tema della sostenibilità negli acquisti. Al corso annuale di quest’anno sono invitati 30 buyer delle consociate Prysmian di tutto il mondo.

 
 
 

Obiettivi e risultati

Nel 2021 Prysmian ha acquistato 1.893Kton di materiali non rinnovabili, il 62,80% dei quali erano metalli, il 19,75% mescole e il 15,8% ingredienti.

Con il termine “locali” il Gruppo si riferisce a tutti i fornitori i cui siti operativi si trovano nello stesso paese delle entità giuridiche di Prysmian. In EMEA Prysmian ha acquistato il 60,1% delle proprie forniture a livello locale, in APAC il 76,3%, in Nord America il 99,3% e in LATAM l’80,2%.

Innovazione

Innovazione sostenibile

Al fianco dei clienti:

Per Prysmian innovare significa rispondere ai bisogni dei clienti e della comunità cogliendo quelli che sono i driver del loro business con la loro stessa rapidità. Gli oltre 900 professionisti del nostro team Ricerca e Sviluppo hanno sempre lo sguardo rivolto all’orizzonte per individuare la prossima novità che arriverà in ciascuno dei mercati in cui operiamo. La capacità di innovare è ciò che ci rende un leader di mercato, con un track record più tempestivo di realizzazione di prodotti più smart e più sostenibili che mai. In altre parole, i prodotti migliori.