Scenario di riferimento

Scenario di riferimento

Scenario macroeconomico

Nel 2016 l’economia mondiale ha registrato un tasso di crescita sostanzialmente in linea con l’anno precedente, caratterizzata da un deciso rallentamento negli Stati Uniti compensato dalla ripresa in alcuni paesi emergenti (Russia, Brasile) e una stabilizzazione in Europa e Cina.

IT - Investors - Reference scenario - economia mondiale

 

Lo scenario macroeconomico globale nel 2016 ha evidenziato una crescita economica modesta, con una progressiva attenuazione del trend di sviluppo per le economie più avanzate a fronte di un graduale recupero di alcune economie emergenti.

Nell’area Euro la crescita economica è rimasta stagnante, nonostante la politica monetaria espansiva promossa dalla Banca Centrale Europea sia proseguita per tutto il 2016. In particolare, nella seconda parte dell’anno l’incertezza seguita al voto di giugno in Gran Bretagna a favore dell’uscita dall’Unione Europea (Brexit) ha minato la fiducia nell’atteso consolidamento della ripresa avviata nel 2015. Il referendum costituzionale tenutosi in Italia il 4 dicembre 2016, oltre alla crisi di alcuni istituti finanziari, ha contribuito ad incrementare il livello di incertezza nel paese, che si è riflesso in un sostanziale aumento dei tassi di interesse negli ultimi mesi dell’anno.

Pur rimanendo positivo, il tasso di crescita negli Stati Uniti si è ridotto più delle attese soprattutto nella prima parte del 2016, scontando l’inevitabile rallentamento dell’attività nel settore petrolifero oltre all’impatto sulle esportazioni determinato dal rafforzamento del dollaro nei confronti delle principali valute mondiali.

In Cina è proseguito il processo di transizione da economia industriale, votata all’esportazione di beni e servizi, a economia di servizi, maggiormente orientata al sostegno dei consumi interni. Ciò ha comportato un inevitabile rallentamento dell’attività industriale e degli investimenti, con ripercussioni sulla crescita economica nel breve periodo e sui prezzi delle materie prime utilizzate nelle principali attività industriali. Le misure di stimolo messe in campo dal governo a sostegno del mercato immobiliare e gli investimenti in infrastrutture hanno permesso di raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati.

IT - Investors - Reference scenario - chart

IT - Investors - Reference scenario - PIL

* Fonte: IMF, World Economic Outlook Update – Gennaio 2017

 

Complessivamente, il Prodotto Interno Lordo mondiale è cresciuto del +3,1%* rispetto all’anno precedente (contro una crescita del +3,2%* e del +3,4%* registrata rispettivamente nel 2015 e nel 2014) evidenziando un netto rallentamento del trend di crescita delle economie avanzate passate dal +2,1%* nel 2015 al +1,6%* nel 2016 ed una sostanziale stabilizzazione della crescita nelle economie emergenti al +4,1%*. Il trend di sviluppo dell’economia cinese è passato dal +6,9%* del 2015 al +6,7%* del 2016, in linea con gli obiettivi del governo, grazie all’introduzione di importanti misure di sostegno del mercato immobiliare e agli investimenti in infrastrutture promossi dal governo, con effetti benefici sulla crescita nella seconda parte dell’anno. L’India ha continuato a crescere a ritmi elevati grazie al rinnovo dei trattati di commercio internazionale e alle importanti riforme messe in campo dal governo. Completano il quadro dei paesi emergenti il Brasile, che ha lasciato intravedere i primi segnali di ripresa nella seconda parte dell’anno, grazie anche alla ritrovata stabilità politica, e la Russia, che è passata da -3,7%* nel 2015 a -0,6%* nel 2016 grazie agli interventi pubblici per stabilizzare l’economia dopo lo shock subito nel 2015 per la combinazione del crollo dei prezzi dell’energia e l’introduzione delle sanzioni internazionali a seguito della crisi in Ucraina.

L’economia degli Stati Uniti ha registrato un netto rallentamento nel 2016, passando dal +2,6%* del 2015 al +1,6%* del 2016 risentendo della crisi del comparto petrolifero, mentre l’ulteriore rafforzamento del dollaro nei confronti delle principali valute mondiali ha impattato le esportazioni.

In Europa si è assistito a una progressiva stabilizzazione della crescita economica, impattata nella seconda parte dell’anno dal voto per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e dall’incertezza legata al referendum costituzionale in Italia. La crescita nell’area Euro si è assestata a +1,7%* nel 2016, in calo rispetto al 2,0% registrato nel 2015, con i principali paesi dell’area sostanzialmente allineati con il trend del 2015 (Francia +1.3%*, Spagna +3.2%*), mentre in Germania e in Italia si è registrato un leggero aumento rispetto al 2015 (Germania da +1.5%* a +1.7%* nel 2016; Italia da +0.7%* a +0.9% nel 2016). Al di fuori dell’area Euro, la Gran Bretagna ha evidenziato una riduzione del ritmo di crescita passato da +2,2%* nel 2015 a +2,0%* nel 2016, risentendo in parte dell’impatto negativo del voto di giugno a favore della Brexit.

IT - Investors - Reference scenario - Tendenze nel settore dei cavi

Contesto di riferimento del settore cavi

La domanda mondiale di cavi nel 2016 ha evidenziato un incremento moderato, trainata dall’incremento dei volumi in Cina, India e le altre economie emergenti in Asia, mentre è continuato il forte calo del mercato Brasiliano. E’ proseguita la crescita della domanda mondiale di cavi ottici, supportata dal dinamismo del mercato Cinese.

Nel 2016 la domanda mondiale di cavi energia ha riscontrato un modesto incremento di volumi rispetto all’anno precedente, trainata soprattutto dalla ripresa dei volumi in Russia e dalla resilienza della domanda nei paesi emergenti Asiatici, parzialmente impattata dal brusco calo di domanda in Brasile. Il settore dei cavi Telecom è risultato in leggera crescita rispetto al 2015 in termini di fatturato, grazie alla crescita a doppia cifra dei volumi di cavi ottici, mentre il mercato dei cavi in rame ha proseguito la decrescita ma in misura minore rispetto al 2015. Questi ultimi infatti hanno beneficiato del forte recupero di volumi in Russia e paesi emergenti asiatici, mentre si è registrato andamento fortemente negativo in Brasile.

A livello geografico la Russia rappresenta il maggiore fattore di discontinuità rispetto al 2015, sia nel settore dei cavi energia che nel settore cavi telecom, grazie alla stabilizzazione del quadro macroeconomico a seguito degli shock subiti nel 2015 dovuti alle sanzioni commerciali internazionali e il crollo del prezzo dell’energia.

I paesi emergenti asiatici (ad esempio in Cina, India, Indonesia, Malesia) nel corso del 2016 hanno rappresentato il principale motore di sviluppo della domanda globale di cavi energia, con un livello di crescita dei volumi  superiore rispetto alla media registrata nel resto del mondo. In Europa e Stati Uniti la domanda di cavi energia è andata stabilizzandosi nel corso del 2016, riflettendo il trend dei principali indicatori economici e di produzione industriale. Per quanto riguarda il consumo di cavi ottici, il mercato americano ha continuato a crescere a ritmi significativi mentre in Europa occidentale si registra una sostanziale stabilità, con un andamento eterogeneo tra i diversi paesi. Infine si evidenzia il perdurare della difficile situazione in Brasile, che risente del rallentamento dell’attività industriale e del taglio degli investimenti.

Il 2016 è stato caratterizzato da un andamento eterogeneo nei diversi segmenti di mercato, con una forte espansione dei cavi in fibra ottica, una sostanziale stabilità nel mercato dell’alta tensione terrestre e un indebolimento della domanda di cavi di media e bassa tensione in Europa. Il mercato dei cavi in fibra ottica ha beneficiato della crescente esigenza di capacità di trasmissione dati che ha reso indispensabile il potenziamento delle attuali infrastrutture, come in Italia, Francia, Spagna e Regno Unito dove la rete esistente è costituita prevalentemente di cavi in rame. La domanda di cavi in fibra ottica ha inoltre beneficiato dei crescenti investimenti da parte della Cina, che costituisce il più grande mercato mondiale in termini di volumi, e della crescita sostenuta del mercato statunitense, in cui si stanno affacciando nuovi soggetti (content provider) con progetti di reti dedicate ad altissima velocità.

IT - Investors - Reference scenario - L’impatto su Prysmian

L’impatto su Prysmian

Il mercato dei cavi sottomarini ha registrato una contrazione rispetto al 2015, dovuta essenzialmente a fattori contingenti legati allo slittamento di alcuni progetti attesi al 2017; il mix di progetti aggiudicati nel corso dell’anno è risultato maggiormente sbilanciato a favore di progetti eolici offshore, mentre nel 2015 il mercato è stato dominato da progetti di interconnessione. Il Gruppo Prysmian si è confermato leader di mercato in quest’ultimo comparto acquisendo il più importante contratto andato in aggiudicazione nel 2016, denominato COBRA Cable, che collegherà Danimarca e l’Olanda, per un controvalore pari a circa Euro 250 milioni. Nel segmento dei cavi di Alta tensione terrestre, a fronte di un contesto sostanzialmente stabile, il Gruppo ha mantenuto la propria quota di mercato in Europa e Nord America, mentre in Cina l’acquisizione di nuovi contratti ha subito un temporaneo rallentamento a causa del riassetto industriale portato avanti nel corso dell’anno.

Nel business delle applicazioni industriali si è registrato un trend eterogeneo nelle diverse nicchie di mercato. Se da un lato il business degli Elevator e dei trasporti di massa hanno evidenziato tassi di crescita interessanti, le applicazioni per gru portuali, per estrazione mineraria e per centrali nucleari hanno mostrato un rallentamento dovuto principalmente alla frenata degli investimenti in questi settori a livello globale.

Le applicazioni per il segmento dell’OIL&GAS hanno subito l’impatto negativo del rallentamento dell’attività di tendering per nuovi progetti di sviluppo sia nel comparto on-shore che offshore, dovuta alla crisi diffusa nel settore petrolifero impattato da un contesto di prezzi del petrolio ai minimi da oltre 10 anni. Il business dei cavi per costruzioni (T&I) ha registrato una moderata decrescita nella seconda parte dell’anno, ascrivibile principalmente al calo della domanda nei paesi dell’Europa centrale e meridionale oltre alla riduzione significativa dei volumi in Brasile, mentre i Paesi Nordici hanno proseguito nella crescita seppur a ritmi meno sostenuti rispetto al 2015. Il mercato dei cavi in fibra ottica ha mantenuto un trend di crescita solido nel corso del 2016, soprattutto in Nord America ed Australia, beneficiando dei crescenti investimenti da parte di operatori sia pubblici che privati per aumentare il livello di copertura della banda larga nelle aree più periferiche e rispondere alle crescenti esigenze di interconnessione diffusa. Il segmento delle applicazioni multimediali (MMS) beneficia del forte sviluppo del mercato dei sistemi di comunicazione indoor come i datacenters, le reti aziendali e gli impianti per la trasmissione di dati per la telefonia mobile.

 

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