Nel 2018 lo scenario macroeconomico mondiale ha iniziato a manifestare segnali di rallentamento con un tasso di crescita invariato rispetto all’anno precedente. Un deterioramento ciclico si è evidenziato infatti in due principali economie come Europa e Cina. Nell’area Euro la crescita economica è risultata peggiore rispetto al 2017, nonostante il proseguimento di politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea, a causa di un generale deterioramento delle attese delle aziende (caduta della produzione industriale soprattutto negli ultimi mesi dell’anno) e una contrazione della domanda estera.

A pesare sul rallentamento anche fattori di natura specifica, come l’elevata l’incertezza connessa all’esito negativo dei negoziati per la Brexit o l’entrata in vigore della cosiddetta procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale, riguardante le emissioni nel settore automobilistico, che ha causato uno stallo della produzione del comparto nei principali paesi produttori (Germania, Italia).

La crescita negli Stati Uniti è risultata, anche per il 2018, superiore all’anno precedente grazie gli effetti delle politiche fiscali espansive, l'onda lunga della diminuzione della tassazione per le imprese, ed il forte andamento della spesa al consumo. In Cina si è registrato, seppure con un tasso di crescita consistente nell’anno, un rallentamento dell’attività economica rispetto al 2017, nonostante politiche governative di stimolo fiscale.

Complessivamente, il Prodotto Interno Lordo mondiale è cresciuto del +3,7%* rispetto all’anno precedente (crescita sostanzialmente invariata rispetto al +3,8%* registrato nel 2017) con un lieve rallentamento nella crescita sia delle economie più sviluppate (passate dal +2,4%* del 2017 al +2,3%* del 2018) che di quelle emergenti (da +4,7%* a +4,6%*). Gli Stati Uniti continuano a crescere anche nel 2018 con un tasso pari al 2,9%* (superiore anche a quello realizzato nel 2017, pari a 2,2%*), grazie sia ad un aumento della spesa interna che un aumento degli export. L’incertezza sui risvolti della Brexit, in seguito al voto del Parlamento britannico che non ha ratificato l’accordo negoziale raggiunto in novembre dal governo, ha influenzato negativamente sia l’area Euro che il Regno Unito.

La crescita dell’area Euro ha registrato un significativo rallentamento della crescita rispetto al 2017: da +2,4%* a +1,8%* di quest’anno; a pesare negativamente sono state sostanzialmente tutte le principali economie continentali, che hanno mostrato un calo della produzione industriale nell’ultimo periodo dell’anno: Germania da +2,5%* a +1,5%*, Italia da +1,6%* a +1,0%*, Francia da +2,3%* a +1,5%* e Spagna da +3%* a +2,5%*. Anche la Gran Bretagna mostra lo stesso trend degli altri principali Paesi europei, con un rallentamento significativo della crescita che passa dal 1,8%* del 2017 al +1,4%* del 2018.

Per quanto riguarda le economie emergenti, la Cina perde il primato della crescita a dispetto dell’India. Il tasso di crescita dell’economia cinese ha subito infatti un rallentamento, seppur ancora una volta superiore alla media degli altri paesi emergenti, passando dal +6,9%* del 2017 al +6,6%* del 2018. L’India ha registrato una crescita pari al 7,3%* nel 2018, migliorando la crescita realizzata nel 2017 (+6,7%)*, confermandosi come uno dei principali motori della crescita nella regione insieme alla Cina. L’economia brasiliana fa segnare un tasso di crescita positivo per il secondo anno consecutivo (+1,3%*), dopo la recessione del 2016.

Contesto di riferimento del settore cavi

Nel 2018 la domanda mondiale di cavi energia ha evidenziato un miglioramento del trend di crescita dei volumi rispetto all’anno precedente, trainata soprattutto dall’andamento del mercato europeo e nord americano. La domanda di cavi per Telecomunicazioni (rame e fibra ottica) è risultata stabile nei mercati ad alto tasso di sviluppo (Cina e APAC) che da soli rappresentano più del 50% del mercato. In Nord America il consumo di cavi in fibra ottica si conferma in espansione, cosi come in Europa grazie ai piani previsti dall’Agenda Digitale Europea 2025. Da un punto di vista geografico si è confermata la stabilità della domanda in Brasile sia nel settore dei cavi energia che dei cavi per telecomunicazione dopo il rallentamento dovuto alla difficile congiuntura macroeconomica degli ultimi anni.

Nel comparto energia si è confermata la leadership delle principali economie emergenti asiatiche (Cina, India, Sud-est Asiatico) che anche nel 2018 hanno costituito la principale fonte di crescita del mercato mondiale in termini di volume, mentre la regione del Medio Oriente, dove la crisi del comparto petrolifero e l’incertezza geopolitica avevano influenzato negativamente l’andamento dell’economia nella regione negli anni precedenti, ha mostrato un miglioramento del trend. Negli Stati Uniti ed in Europa la domanda di cavi energia ha proseguito il trend di crescita iniziato negli anni precedenti, sostenuta dalla ripresa degli indici di produzione industriale e di fiducia dei consumatori.

Per quanto riguarda il mercato dei cavi ottici, la Cina ha rappresentato oltre il 50% della crescita globale dei volumi, nonostante la stabilità della domanda rispetto all’anno precedente, seguita da Nord America ed Europa, che in entrambi i casi hanno mostrato tassi di sviluppo superiori rispetto al 2017. 

L’impatto su Prysmian

Il 2018 è stato caratterizzato da un andamento eterogeneo dei trend nei diversi segmenti di mercato del gruppo Prysmian, con un’espansione della domanda dei cavi in fibra ottica, una sostanziale stabilità della domanda di cavi per applicazioni industriali e infrastrutture e un indebolimento della domanda di cavi per le Utilities in alcune geografie (Nord Europa), sebbene in recupero nella fase finale dell’anno.

Nel business dei cavi sottomarini, la domanda di mercato del 2018, debole nella prima parte dell’anno, ha registrato una ripresa nella seconda parte, con l’assegnazione di diversi progetti negli ultimi mesi. La dimensione del mercato dei cavi sottomarini è stata di circa 2,8 miliardi di euro, valore leggermente superiore rispetto alla media storica del settore. Nell’area di business dell’Alta tensione terrestre il mercato è risultato sostanzialmente stabile in Europa, con un andamento eterogeneo nei diversi paesi, mentre in Nord America e Medio-Oriente si è registrata una flessione della domanda. È continuata, invece, la crescita della domanda nel Sud Est Asiatico, dove il Gruppo ha ottenuto l’aggiudicazione di importanti progetti di interconnessione. Si segnala l’inizio delle attività di tendering per le importanti commesse di collegamento terrestre con cavi in corrente continua (HVDC) Suedlink and Suedostlink in Germania.

In Brasile anche grazie alla stabilizzazione politica si è registrata una ripresa degli investimenti da parte dei principali operatori di telecomunicazioni, sia in rame che in fibra ottica. In Nord America si è continuato ad osservare un forte aumento del consumo di dati da parte di tutti i settori della società. Di conseguenza i principali attori sul mercato - AT&T e Verizon solo per citarne alcuni – stanno investendo sulle infrastrutture di rete in fibra. A titolo di esempio, Verizon ha annunciato che sta aggiornando la sua architettura di rete attorno ad una piattaforma in fibra di nuova generazione, con l’intento di aumentare la copertura in 4G e mettere le basi per il successivo sviluppo della tecnologia 5G e Internet of Things (IoT). Si è inoltre registrata una domanda crescente nelle interconnessioni tra Data Center.

Nel business delle applicazioni industriali si è registrato un trend eterogeneo nelle diverse nicchie di mercato. Se da un lato il business dei cavi per l’industria automobilistica e delle infrastrutture ferroviarie sono risultati in crescita rispetto all’anno precedente (con trend di rallentamento negli ultimi mesi dell’anno), i business nuclear e infrastructure hanno riportato una lieve decrescita. Nel business Oil & Gas la domanda nel business dei progetti onshore si è mantenuta sul livello dell’anno precedente. Nel business dei prodotti Downhole Technology la domanda ha mostrato segnali di miglioramento principalmente legati all’incremento di produzione di Shale Oil & Shale Gas in Nord America.

Nel corso dell’esercizio 2018, si conferma positivo il trend della domanda nella maggior parte dei paesi del mercato europeo del business Trade & Installers, così come in Nord America.Per quanto riguarda i mercati Power Distribution, nei maggiori paesi europei, l’andamento degli anni passati è stato caratterizzato da un sostanziale ristagno dei consumi energetici, che ha condizionato in modo negativo la domanda delle principali utilities. Queste ultime, operanti in un contesto economico recessivo, hanno mantenuto comportamenti estremamente prudenti data l’impossibilità di formulare previsioni future di crescita, oppure si sono concentrate su interventi di ristrutturazione volti a recuperare efficienza ed a contenere i costi di fornitura.